Post in 'Testi e contenuti'

novembre 25th, 2009 - Postato da Micol

CON IL CONTENT MARKETING L’AZIENDA SI RACCONTA

Oggi il consumatore non è più lo sprovveduto di qualche anno fa, a cui era sufficiente presentarsi con belle parole e offerte promozionali per vendere il proprio prodotto.

Oggi la maggior parte dei consumatori, almeno quella che ricerca prodotti e servizi sul web è:

  • esperta, preparata e consapevole di ciò che cerca, di come lo vuole e di quanto vuole pagare
  • costantemente alla ricerca di informazioni nuove e affidabili
  • alleata con tutti gli altri consumatori (tramite blog, forum, ecc.)

 
Mauro Lupi in un video-contributo pubblicato su Ad Maiora, ci aiuta a capire meglio le esigenze dei nuovi consumatori e le caratteristiche di una nuova strategia comunicativa: il Content Marketing.

Il Content Marketing è in realtà un insieme di strategie che un’azienda può attuare, incentrate sulla realizzazione e condivisione di contenuti interessanti, utili, piacevoli e credibili da parte dell’azienda.

Ora per le aziende è tempo di essere produttrici di contenuti e questo può essere un problema per chi non simpatizza tanto con l’arte del raccontarsi e della condivisione: sforzi che però dovrà fare per continuare a competere.

Quella dei contenuti è una strada ancora poco battuta dal punto di vista del marketing e della promozione aziendale, ma sembra rappresentare un’interessante alternativa alle strategie di marketing che fino ad ora si sono dimostrate per lo più spietate, immorali e irrispettose delle regole.

Realizzare contenuti personali, accattivanti e veri è un’attività che non si può rubare ad altri e non si può infiocchettare più di tanto: bisogna impegnarsi e creare contenuti inediti, bisogna aprirsi e scrivere, scrivere, scrivere.

Un’azienda che si impunta a voler osservare dai piani alti l’evolversi delle campagne pubblicitarie costruite intorno a messaggi generalisti, purtroppo non si accorgerà che nel frattempo è ai piani bassi che si svolgono le conversazioni più appetitose riguardo l’azienda, i suoi manager, i suoi prodotti.

Si tratta dei Social Media, dei forum, dei blog e di tutte quelle piattaforme comunicative che superano i media tradizionali, o meglio, li affiancano. In questi luoghi virtuali non parla chi ha più soldi ma parla chi ha qualcosa da dire: cose belle, cose brutte, complimenti, critiche, suggerimenti preziosissimi, che sarebbe un peccato non ascoltare e non raccogliere.

Il nuovo consumatore cerca una fonte di fiducia presso cui informarsi su un prodotto o un servizio, aziende che, oltre ai propri prodotti, mettano a disposizione dei visitatori documenti interessanti e di approfondimento. Chi visita il sito, il blog o il profilo della vostra azienda cerca ciò che ogni essere umano vorrebbe in una relazione: novità, sincerità e condivisione di interessi comuni.

La diffusione dell’uso di blog e dei social network ha contribuito a dare un volto e un’anima alle aziende, abbattendo la distanza da sempre avvertita tra l’istituzione aziendale e il cliente, innescando di conseguenza dinamiche relazionali tipicamente umane e non più impersonali.

Per questo motivo le aziende devono diventare produttrici di racconti: devono essere in grado di affiancare i media, almeno sul fronte dei contenuti, per connettersi direttamente con le persone, per generare un dialogo vero e proficuo.

Contenuti non più inclusivi, non più pubblicitari, non più chiusi in portali aziendali.
I contenuti del Content Marketing devono raccontare una storia, la vostra storia e devono arrivare alle persone, lì dove le persone sono.

 

dicembre 22nd, 2008 - Postato da Micol

Lo spazio bianco

“Quel che si scrive con fatica si legge con facilità” sosteneva Vladimir Nabokov. La fatica è superiore quando si scrive per il web, per effetto di alcuni vincoli che caratterizzano questo medium tecnologico. Molti esperti di scrittura professionale hanno individuato alcuni limiti visivi che impongono degli adattamenti alla strutturazione di un testo destinato alla pubblicazione online.

Ma da queste limitazioni prende vita un protagonista inedito della scrittura: lo spazio bianco.

A causa della difficoltà di lettura sullo schermo, un testo su monitor deve comparire gradevole all’occhio e per risultare gradevole deve essere visivamente vario: testo organizzato in piccoli blocchi, titoli e sottotitoli in evidenza, link sottolineati.

Sui testi tradizionali lo spazio bianco è sempre stato sacrificato, un po’ per convenzione e un po’ a causa del costo della carta. È sul web che lo spazio bianco trova la sua redenzione, diventando inaspettatamente una nuova risorsa.

L’occhio umano, così come la mente, percepisce prima la forma complessiva delle parole e solo in seguito si sofferma sul contenuto. È evidente che un testo che si presenta come un grosso blocco senza spazi interni o laterali, viene percepito prima di tutto come un rettangolo, statico e uniforme.
Decisamente poco attraente!

L’occhio invece è attratto dalle parole libere, dai cambi di forma e da piccoli sobbalzi, che si trasformano in appigli a cui agganciarsi mentre scorre da una parte di testo all’altra.

Più spazio bianco significa anche che viene presentata meno informazione e questo ha due importanti conseguenze: la prima è che si avverte l’assenza di ciò che viene tralasciato e la seconda è che si apprezzano maggiormente le poche informazioni di cui si dispone.

Ecco dunque lo spazio bianco che da assenza diventa presenza, acquista vita e stuzzica la curiosità  del suo lettore. Diviene un alleato fondamentale nel web writing perché crea spazi e tempi inediti, incuriosisce il lettore e lo stimola a proseguire la lettura.

 

giugno 10th, 2008 - Postato da Micol

WWW: Web Woman Writing

scrittura

Scrivere su web richiede un adeguamento, o meglio una reinvenzione, delle competenze acquisite in ambito di scrittura di un testo.

Per imparare a scrivere testi da pubblicare su web, è importante capire come avviene la lettura online. La prima cosa da tenere a mente è che leggere su monitor è più faticoso che su carta e di conseguenza la lettura viene rallentata del 25%.

La visuale dello schermo inoltre non mantiene fissa l’attenzione del lettore: è stato calcolato che il 75% dei navigatori del web non legge il testo riga per riga, ma piuttosto scorre la pagina, cercando rapidamente, come su mappa visiva, quello che più gli interessa.

Già da queste prime informazioni, apparentemente banali, viene rivisto il nostro ideale di testo legato allo stereotipo del classico tema: lungo, articolato e coeso.
Sul web invece le informazioni vanno parcellizzate e ridotte, in modo da comunicare immediatamente già dalle prime righe, la vera anima del testo.
Sono banditi i preamboli, le introduzioni e le divagazioni e anche questo è in contrasto con l’idea di comunicazione che per natura o per abitudine ci appartiene.

Fatto sta che quando ci si trova davanti ad un monitor reagiamo tutti nello stesso modo: scorriamo con lo sguardo e scremiamo le informazioni.

È importante quindi individuare esattamente cosa dire, come dirlo e dove dirlo.
Anche l’aspetto visuale del testo è fondamentale nella comunicazione via web: paragrafi corti, che veicolino un unico concetto, l’uso dei grassetti per evidenziare quelle due o tre parole significative e che costituiranno le ancore visuali per gli occhi del lettore.

Questa è la regola, più o meno rigida, che determina il layout di un testo online. L’utente in Internet vuole una risposta chiara, semplice e veloce al suo problema.
La divisione in paragrafi, e quindi in concetti, permette una più rapida focalizzazione da parte dell’utente, che viene così facilitato nella sua ricerca visuale.

Si tratta di tecniche che un web editor esercita quotidianamente e che solo con la dovuta esperienza impara ad adattare alle peculiarità dei più diversi settori di cui si trova a dover scrivere.
Questa è parte della magia della scrittura su web.

 

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