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febbraio 24th, 2010 - Postato da Micol

SEO Copywriting: serve ancora?

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Se c’è una cosa certa che si può dire sul SEO Copywriting è che crea molta confusione. Per esempio, l’idea che la maggior parte delle persone si è fatta del SEO risale a circa 10 anni fa e da allora non è più stata aggiornata.

Rispondiamo subito alla domanda posta dal titolo: si, il SEO Copywriting è ancora importante.

Ed ecco perché.

La Ricerca nei motori è ancora la piazza più ambita.

La ricerca nei motori è ancora una delle attività più diffuse in internet, la seconda attività dopo l’invio di email e così è stato per oltre un decennio. Le persone fanno milioni di ricerche tutti i mesi, persone che hanno un obiettivo preciso. In altre parole, i visitatori approdati sul vostro sito in seguito ad una ricerca sui motori saranno sicuramente i più motivati tra tutti i visitatori del vostro sito.

Se stanno cercando un prodotto o un servizio, c’è una buona probabilità che lo cerchino per comprarlo. Se stanno cercando informazioni e il tuo sito le offre, avrete buone possibilità di convertire quella visita occasionale in qualcosa di più. Quindi, il traffico portato dalle ricerche sui motori è molto importante, purché si tratti di traffico corrispondente al vostro target.

Vediamo gli elementi che costituiscono la moderna pratica di ottimizzazione dei motori di ricerca, così possiamo attrarre questi visitatori consapevoli e ben focalizzati.

Gli elementi off-line della pagina si mangiano la fetta più grande della torta SEO

Guardate il grafico sottostante (realizzato da SEOmoz):

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Già a prima vista si capisce che anche se il SEO Copywriting è importante, ciò che accade off-line ha molto più peso di ciò che c’è sul vostro sito.

  • 23.87% – La fiducia e l’autorità che il vostro dominio si costruiscono sono il maggior indicatore di successo. Come dice una delle regole SEO più importanti, se piace alle persone piace anche ai motori.
  • 22.33% – Anche il numero di link verso una specifica pagina ha molta importanza.
  • 20.26% – Il testo associato a link esterni verso la vostra pagina è molto importante per Google per capire di cosa parli la vostra pagina, in base a ciò che dicono gli altri, non solo voi.

 

In pratica:

Quello che gli altri dicono di te è più importante di ciò che tu dici di te stesso. In questo caso Google vuole sapere quali persone ti linkano e che testo usano per farlo, perché questo è l’indicatore più affidabile di cui dispone.

Quindi si! Pubblicare contenuti interessanti è sempre la regola numero uno, ma così come i contenuti grandiosi restano sconosciuti se non vengono pubblicizzati, allo stesso modo i contenuti grandiosi non posizionano il tuo sito se non chiarisci per quali parole chiave dovrebbero posizionarlo. 

Ma come facciamo a far si che le persone si accorgano dei nostri contenuti ben fatti e li linkino? Qui è dove subentrano i Social Media. Blog, Twitter, Facebook sono sistemi organici di distribuzione di contenuti sponsorizzati dal pubblico e dai loro amici.

SEO copywriting significa… “ottimizzare l’ultimo miglio”

Siete a conoscenza del problema dell’ “ultimo miglio” nel settore della banda larga?

Si possono avere migliaia di chilometri di fibra ottica ad alta velocità che trasportano carichi di dati in tutto lo stato, ma se la connessione finale al domicilio del cliente è un vecchio modem 56 K il beneficio dei cavi ottici è perduto. Allo stesso modo, se fai tutto bene costruendo un sito autorevole di cui Google si fida, ma non comunichi a Google che i contenuti della pagina corrispondono a quello che le persone cercano, i benefici del traffico mirato sono perduti. Questo è ciò che un SEO copywriter fa: fa capire a Google quali sono le parole più rilevanti in quella pagina.

E se si ignorano queste regolette SEO? Certo, avrete ugualmente molto traffico anche se non targettizato, ma questo quanto vi può aiutare?

La bellezza di fondare la vostra presenza online su contenuti di qualità indirizzati a visitatori appassionati è che si ottengono buoni risultati, anche se Google “vi odia”. Ma l’ironia è che se effettivamente seguirete questa strada, Google vi amerà. Approfittane. E ‘l’ultimo miglio critico della vostra strategia di marketing a fare la grande differenza per il vostro successo.

Ora siamo arrivati al succo del discorso. Tutti amano il traffico – è stranamente coinvolgente e gratificante di per sé. Ma il traffico non paga le bollette. E’ la gente che deve agire e fare ciò che tu vuoi che facciano.

Tornando alla confusione legata all’attività di SEO Copywriting, molti pensano che una pagina web ottimizzata per i motori di ricerca sia una cosa orribile, farcita di keyword, che spaventa le persone. Questo non è assolutamente vero, almeno quando il lavoro del SEO Copywriter è ben fatto.

“Purtroppo, molti pensano che SEO Copywriting significhi cercare di ingannare i motori di ricerca. Non è così. Significa semplicemente costruire un sito che piaccia anche a loro “. (Danny Sullivan)

Fonte: Copyblogger.com

 

gennaio 14th, 2010 - Postato da Micol

CONTENT MARKETING: SI, MA COME?

Vuoi creare un rapporto più diretto con i tuoi clienti ma non sai come fare.
Vuoi crearti una presenza nel web ma non sai cosa dire della tua azienda.

Questo post ti aiuterà a far chiarezza, a capire da dove è meglio cominciare e soprattutto ad individuare chiaramente quali contenuti comunicare per avviare una campagna di Content Marketing efficace.

Il Content Marketing può dare a prima vista l’impressione di essere una strategia di Marketing debole, ma in realtà non lo è perché segue il modo di agire degli utenti che si interfacciano con la rete.

Non è complicato ma prevede una totale revisione del concetto stesso di Marketing, che deve riguardare ognuno di questi quattro aspetti:

Comportamentale
Tutto quello che comunichi ai tuoi clienti deve avere uno scopo.
Prima di cominciare, domandati quale vuoi che sia questo scopo, cioè cosa vuoi che i tuoi utenti facciano dopo aver letto i contenuti da te proposti.

Essenziale
Fornisci materiale informativo attinente al tuo ambito specifico, con consigli che aiutino gli utenti a realizzare importanti obiettivi lavorativi e personali.

Strategico
Il Content Marketing deve essere parte integrante della strategia comunicativa e dell’immagine aziendale.

Esclusivo
È necessario identificare con precisione una fascia di possibili acquirenti per poter realizzare contenuti rilevanti per quel target specifico.

In questa fase iniziale è fondamentale cominciare ponendo le giuste domande a se stessi e ai clienti. Vediamo dunque quali sono queste domande.

Per quanto riguarda l’aspetto comportamentale:
Come vuoi che si senta l’utente finale?
Quali effetti vuoi sortire in lui?
Quali azioni vuoi che intraprenda?
Come misurerai il loro comportamento?
Come fai a fargli intraprendere la strada dell’acquisto?

Per quanto riguarda l’aspetto essenziale:
Che cos’hanno veramente bisogno di sapere i tuoi acquirenti?
Quali contenuti fornirebbero il miglior vantaggio personale o professionale ai tuoi clienti?
Come puoi presentare i contenuti per ottenere il massimo impatto positivo?
Quali sono gli elementi fondamentali della tua campagna?
Quali media vuoi includere nella tua campagna?

Per quanto riguarda l’aspetto strategico:
L’investimento nel Content Marketing può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi strategici?
Il Content Marketing si integra con la altre iniziative strategiche dell’azienda?

Per quanto riguarda il target:
Hai individuato con esattezza i possibili clienti che vuoi includere nel tuo target?
Hai davvero capito che cosa li motiva?
Hai individuato il loro ruolo professionale?
Hai capito come vedono il prodotto o il servizio che offri?

Le risposte a queste domande ti aiuteranno ad attuare una tua, personale e proficua, strategia di Content Marketing.

Ancora non sai come cominciare?

Puoi partire dalle news aziendali o dai comunicati stampa, che spesso celano contenuti che possono essere sviluppati in chiave informativa, così da iniziare a produrre testi utili e interessanti, senza troppa fatica. Potrai poi passare a parlare dei convegni, dei workshop e delle fiere a cui la tua azienda partecipa, semplicemente esprimendo il tuo punto di vista. Questo è molto più interessante di quanto si possa immaginare.

Il primo passo è il più difficile ma in breve tempo diventerà un impegno che ti assumerai volentieri, quando inizierai a vedere i primi risultati, le prime interazioni vere con i tuoi clienti.

Far scendere in campo le persone della tua azienda (te compreso) attraverso le storie, le passioni, la capacità di parlare e spiegare i prodotti e i servizi in modo spontaneo, semplificato, naturale: questo deve essere il tuo unico obiettivo.
Il resto verrà da sé.

 

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novembre 25th, 2009 - Postato da Micol

CON IL CONTENT MARKETING L’AZIENDA SI RACCONTA

Oggi il consumatore non è più lo sprovveduto di qualche anno fa, a cui era sufficiente presentarsi con belle parole e offerte promozionali per vendere il proprio prodotto.

Oggi la maggior parte dei consumatori, almeno quella che ricerca prodotti e servizi sul web è:

  • esperta, preparata e consapevole di ciò che cerca, di come lo vuole e di quanto vuole pagare
  • costantemente alla ricerca di informazioni nuove e affidabili
  • alleata con tutti gli altri consumatori (tramite blog, forum, ecc.)

 
Mauro Lupi in un video-contributo pubblicato su Ad Maiora, ci aiuta a capire meglio le esigenze dei nuovi consumatori e le caratteristiche di una nuova strategia comunicativa: il Content Marketing.

Il Content Marketing è in realtà un insieme di strategie che un’azienda può attuare, incentrate sulla realizzazione e condivisione di contenuti interessanti, utili, piacevoli e credibili da parte dell’azienda.

Ora per le aziende è tempo di essere produttrici di contenuti e questo può essere un problema per chi non simpatizza tanto con l’arte del raccontarsi e della condivisione: sforzi che però dovrà fare per continuare a competere.

Quella dei contenuti è una strada ancora poco battuta dal punto di vista del marketing e della promozione aziendale, ma sembra rappresentare un’interessante alternativa alle strategie di marketing che fino ad ora si sono dimostrate per lo più spietate, immorali e irrispettose delle regole.

Realizzare contenuti personali, accattivanti e veri è un’attività che non si può rubare ad altri e non si può infiocchettare più di tanto: bisogna impegnarsi e creare contenuti inediti, bisogna aprirsi e scrivere, scrivere, scrivere.

Un’azienda che si impunta a voler osservare dai piani alti l’evolversi delle campagne pubblicitarie costruite intorno a messaggi generalisti, purtroppo non si accorgerà che nel frattempo è ai piani bassi che si svolgono le conversazioni più appetitose riguardo l’azienda, i suoi manager, i suoi prodotti.

Si tratta dei Social Media, dei forum, dei blog e di tutte quelle piattaforme comunicative che superano i media tradizionali, o meglio, li affiancano. In questi luoghi virtuali non parla chi ha più soldi ma parla chi ha qualcosa da dire: cose belle, cose brutte, complimenti, critiche, suggerimenti preziosissimi, che sarebbe un peccato non ascoltare e non raccogliere.

Il nuovo consumatore cerca una fonte di fiducia presso cui informarsi su un prodotto o un servizio, aziende che, oltre ai propri prodotti, mettano a disposizione dei visitatori documenti interessanti e di approfondimento. Chi visita il sito, il blog o il profilo della vostra azienda cerca ciò che ogni essere umano vorrebbe in una relazione: novità, sincerità e condivisione di interessi comuni.

La diffusione dell’uso di blog e dei social network ha contribuito a dare un volto e un’anima alle aziende, abbattendo la distanza da sempre avvertita tra l’istituzione aziendale e il cliente, innescando di conseguenza dinamiche relazionali tipicamente umane e non più impersonali.

Per questo motivo le aziende devono diventare produttrici di racconti: devono essere in grado di affiancare i media, almeno sul fronte dei contenuti, per connettersi direttamente con le persone, per generare un dialogo vero e proficuo.

Contenuti non più inclusivi, non più pubblicitari, non più chiusi in portali aziendali.
I contenuti del Content Marketing devono raccontare una storia, la vostra storia e devono arrivare alle persone, lì dove le persone sono.

 

novembre 17th, 2009 - Postato da Sergio

Ci si guadagna con i social media?

Un bel video che in 4 minuti fornisce una carrellata di alcune case history di successo con qualche numero a dare la misura del ROI (ritorno sull’investimento) delle stesse. 
Bene, i numeri dicono che per guadagnare ci si guadagna, allora ad un certo punto arriva il domandone: ma quanto costa invece far niente?
Buona visione.
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novembre 6th, 2009 - Postato da Micol

NUOVE FUNZIONALITÀ DI FACEBOOK: ECCO COS’È CAMBIATO PER LE PAGINE FAN E PER I GRUPPI

facebook

Il 20 Ottobre abbiamo assistito tutti (tutti gli iscritti di Facebook, ovviamente) ad un ulteriore redesign della home page del Social Network Facebook e ad alcune modifiche riguardanti soprattutto il tipo di notizie pubblicate nei newsfeed.

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la gestione dei gruppi: a differenza di quanto accadeva prima, ora alcune attività dei gruppi vengono pubblicate sulla bacheca degli utenti membri, rendendo così i gruppi più simili alle pagine fan.

Tempo fa ci eravamo già occupati di definire una chiara distinzione tra gruppi e pagine fan di Facebook, concludendo che per questioni di visibilità e posizionamento, le pagine fan rappresentavano la scelta giusta per aziende e marchi che volessero aumentare la propria visibilità.

Oggi è ancora così? Vediamo cos’è cambiato.

Se prima le attività dei gruppi rimanevano circoscritte al suo interno e bisognava visitare direttamente la pagina del gruppo per rimanere aggiornati sulle novità, ora alcune attività vengono pubblicate sulla bacheca dei membri del gruppo: si riceve la notifica di un’attività del gruppo solo quando l’attività è compiuta da un membro che è anche nostro amico.

Non è molto, ma è già qualcosa in più rispetto a prima, quando le attività dei gruppi erano decisamente limitate e avevano una scarsissima visibilità.  Oggi la pagina di un gruppo assomiglia sempre di più alle pagine fan e ai profili degli utenti.

I gruppi da oggi infatti possono usufruire di:

  • una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri
  • un publisher per condividere link, foto, eventi, video o per lasciare un commento
  • una sezione “Info”
  • delle sezioni rimuovibili per le foto, le discussioni, i video, gli eventi e i link.

Essendo gruppi e pagine adesso molto più simili, è più semplice per certi versi utilizzare l’uno al posto dell’altro e viceversa. In ogni caso è bene ricordare che, al momento, ci sono ancora differenze sostanziali tra i due strumenti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di personalizzazione grafica e funzionale:

  • le applicazioni sono consentite nelle pagine ma non nei gruppi
  • nei gruppi vengono visualizzati gli amministratori mentre nelle pagine fan questi restano anonimi
  • nella bacheca dei gruppi non si può dividere il flusso dei commenti dei membri da quelli degli amministratori
  • le statistiche presenti per le pagine fan non sono disponibili per i gruppi.

 
Non abbiamo ancora risposto alla domanda: meglio i gruppi o le pagine fan quindi?

È lo stesso Facebook, nel suo blog, a darci la risposta, sottolineando che i due strumenti hanno ancora finalità ben distinte: i gruppi sono più adatti per la collaborazione tra persone mentre le pagine fan per diffondere i messaggi di aziende e figure pubbliche e per comunicare direttamente con fan e clienti.

 

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