Vuoi creare un rapporto più diretto con i tuoi clienti ma non sai come fare.
Vuoi crearti una presenza nel web ma non sai cosa dire della tua azienda.
Questo post ti aiuterà a far chiarezza, a capire da dove è meglio cominciare e soprattutto ad individuare chiaramente quali contenuti comunicare per avviare una campagna di Content Marketing efficace.
Il Content Marketing può dare a prima vista l’impressione di essere una strategia di Marketing debole, ma in realtà non lo è perché segue il modo di agire degli utenti che si interfacciano con la rete.
Non è complicato ma prevede una totale revisione del concetto stesso di Marketing, che deve riguardare ognuno di questi quattro aspetti:
Comportamentale
Tutto quello che comunichi ai tuoi clienti deve avere uno scopo.
Prima di cominciare, domandati quale vuoi che sia questo scopo, cioè cosa vuoi che i tuoi utenti facciano dopo aver letto i contenuti da te proposti.
Essenziale
Fornisci materiale informativo attinente al tuo ambito specifico, con consigli che aiutino gli utenti a realizzare importanti obiettivi lavorativi e personali.
Strategico
Il Content Marketing deve essere parte integrante della strategia comunicativa e dell’immagine aziendale.
Esclusivo
È necessario identificare con precisione una fascia di possibili acquirenti per poter realizzare contenuti rilevanti per quel target specifico.
In questa fase iniziale è fondamentale cominciare ponendo le giuste domande a se stessi e ai clienti. Vediamo dunque quali sono queste domande.
Per quanto riguarda l’aspetto comportamentale:
Come vuoi che si senta l’utente finale?
Quali effetti vuoi sortire in lui?
Quali azioni vuoi che intraprenda?
Come misurerai il loro comportamento?
Come fai a fargli intraprendere la strada dell’acquisto?
Per quanto riguarda l’aspetto essenziale:
Che cos’hanno veramente bisogno di sapere i tuoi acquirenti?
Quali contenuti fornirebbero il miglior vantaggio personale o professionale ai tuoi clienti?
Come puoi presentare i contenuti per ottenere il massimo impatto positivo?
Quali sono gli elementi fondamentali della tua campagna?
Quali media vuoi includere nella tua campagna?
Per quanto riguarda l’aspetto strategico:
L’investimento nel Content Marketing può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi strategici?
Il Content Marketing si integra con la altre iniziative strategiche dell’azienda?
Per quanto riguarda il target:
Hai individuato con esattezza i possibili clienti che vuoi includere nel tuo target?
Hai davvero capito che cosa li motiva?
Hai individuato il loro ruolo professionale?
Hai capito come vedono il prodotto o il servizio che offri?
Le risposte a queste domande ti aiuteranno ad attuare una tua, personale e proficua, strategia di Content Marketing.
Ancora non sai come cominciare?
Puoi partire dalle news aziendali o dai comunicati stampa, che spesso celano contenuti che possono essere sviluppati in chiave informativa, così da iniziare a produrre testi utili e interessanti, senza troppa fatica. Potrai poi passare a parlare dei convegni, dei workshop e delle fiere a cui la tua azienda partecipa, semplicemente esprimendo il tuo punto di vista. Questo è molto più interessante di quanto si possa immaginare.
Il primo passo è il più difficile ma in breve tempo diventerà un impegno che ti assumerai volentieri, quando inizierai a vedere i primi risultati, le prime interazioni vere con i tuoi clienti.
Far scendere in campo le persone della tua azienda (te compreso) attraverso le storie, le passioni, la capacità di parlare e spiegare i prodotti e i servizi in modo spontaneo, semplificato, naturale: questo deve essere il tuo unico obiettivo.
Il resto verrà da sé.
Oggi il consumatore non è più lo sprovveduto di qualche anno fa, a cui era sufficiente presentarsi con belle parole e offerte promozionali per vendere il proprio prodotto.
Oggi la maggior parte dei consumatori, almeno quella che ricerca prodotti e servizi sul web è:
esperta, preparata e consapevole di ciò che cerca, di come lo vuole e di quanto vuole pagare
costantemente alla ricerca di informazioni nuove e affidabili
alleata con tutti gli altri consumatori (tramite blog, forum, ecc.)
Mauro Lupi in un video-contributo pubblicato su Ad Maiora, ci aiuta a capire meglio le esigenze dei nuovi consumatori e le caratteristiche di una nuova strategia comunicativa: il Content Marketing.
Il Content Marketing è in realtà un insieme di strategie che un’azienda può attuare, incentrate sulla realizzazione e condivisione di contenuti interessanti, utili, piacevoli e credibili da parte dell’azienda.
Ora per le aziende è tempo di essere produttrici di contenuti e questo può essere un problema per chi non simpatizza tanto con l’arte del raccontarsi e della condivisione: sforzi che però dovrà fare per continuare a competere.
Quella dei contenuti è una strada ancora poco battuta dal punto di vista del marketing e della promozione aziendale, ma sembra rappresentare un’interessante alternativa alle strategie di marketing che fino ad ora si sono dimostrate per lo più spietate, immorali e irrispettose delle regole.
Realizzare contenuti personali, accattivanti e veri è un’attività che non si può rubare ad altri e non si può infiocchettare più di tanto: bisogna impegnarsi e creare contenuti inediti, bisogna aprirsi e scrivere, scrivere, scrivere.
Un’azienda che si impunta a voler osservare dai piani alti l’evolversi delle campagne pubblicitarie costruite intorno a messaggi generalisti, purtroppo non si accorgerà che nel frattempo è ai piani bassi che si svolgono le conversazioni più appetitose riguardo l’azienda, i suoi manager, i suoi prodotti.
Si tratta dei Social Media, dei forum, dei blog e di tutte quelle piattaforme comunicative che superano i media tradizionali, o meglio, li affiancano. In questi luoghi virtuali non parla chi ha più soldi ma parla chi ha qualcosa da dire: cose belle, cose brutte, complimenti, critiche, suggerimenti preziosissimi, che sarebbe un peccato non ascoltare e non raccogliere.
Il nuovo consumatore cerca una fonte di fiducia presso cui informarsi su un prodotto o un servizio, aziende che, oltre ai propri prodotti, mettano a disposizione dei visitatori documenti interessanti e di approfondimento. Chi visita il sito, il blog o il profilo della vostra azienda cerca ciò che ogni essere umano vorrebbe in una relazione: novità, sinceritàe condivisione di interessi comuni.
La diffusione dell’uso di blog e dei social network ha contribuito a dare un volto e un’anima alle aziende, abbattendo la distanza da sempre avvertita tra l’istituzione aziendale e il cliente, innescando di conseguenza dinamiche relazionali tipicamente umane e non più impersonali.
Per questo motivo le aziende devono diventare produttrici di racconti: devono essere in grado di affiancare i media, almeno sul fronte dei contenuti, per connettersi direttamente con le persone, per generare un dialogo vero e proficuo.
Contenuti non più inclusivi, non più pubblicitari, non più chiusi in portali aziendali.
I contenuti del Content Marketing devono raccontare una storia, la vostra storia e devono arrivare alle persone, lì dove le persone sono.
Un bel video che in 4 minuti fornisce una carrellata di alcune case history di successo con qualche numero a dare la misura del ROI (ritorno sull’investimento) delle stesse.
Bene, i numeri dicono che per guadagnare ci si guadagna, allora ad un certo punto arriva il domandone: ma quanto costa invece far niente?
Il 20 Ottobre abbiamo assistito tutti (tutti gli iscritti di Facebook, ovviamente) ad un ulteriore redesign della home page del Social Network Facebook e ad alcune modifiche riguardanti soprattutto il tipo di notizie pubblicate nei newsfeed.
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la gestione dei gruppi: a differenza di quanto accadeva prima, ora alcune attività dei gruppi vengono pubblicate sulla bacheca degli utenti membri, rendendo così i gruppi più simili alle pagine fan.
Tempo fa ci eravamo già occupati di definire una chiara distinzione tra gruppi e pagine fan di Facebook, concludendo che per questioni di visibilità e posizionamento, le pagine fan rappresentavano la scelta giusta per aziende e marchi che volessero aumentare la propria visibilità.
Oggi è ancora così? Vediamo cos’è cambiato.
Se prima le attività dei gruppi rimanevano circoscritte al suo interno e bisognava visitare direttamente la pagina del gruppo per rimanere aggiornati sulle novità, ora alcune attività vengono pubblicate sulla bacheca dei membri del gruppo: si riceve la notifica di un’attività del gruppo solo quando l’attività è compiuta da un membro che è anche nostro amico.
Non è molto, ma è già qualcosa in più rispetto a prima, quando le attività dei gruppi erano decisamente limitate e avevano una scarsissima visibilità. Oggi la pagina di un gruppo assomiglia sempre di più alle pagine fan e ai profili degli utenti.
I gruppi da oggi infatti possono usufruire di:
una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri
un publisher per condividere link, foto, eventi, video o per lasciare un commento
una sezione “Info”
delle sezioni rimuovibili per le foto, le discussioni, i video, gli eventi e i link.
Essendo gruppi e pagine adesso molto più simili, è più semplice per certi versi utilizzare l’uno al posto dell’altro e viceversa. In ogni caso è bene ricordare che, al momento, ci sono ancora differenze sostanziali tra i due strumenti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di personalizzazione grafica e funzionale:
le applicazioni sono consentite nelle pagine ma non nei gruppi
nei gruppi vengono visualizzati gli amministratori mentre nelle pagine fan questi restano anonimi
nella bacheca dei gruppi non si può dividere il flusso dei commenti dei membri da quelli degli amministratori
le statistiche presenti per le pagine fan non sono disponibili per i gruppi.
Non abbiamo ancora risposto alla domanda: meglio i gruppi o le pagine fan quindi?
È lo stesso Facebook, nel suo blog, a darci la risposta, sottolineando che i due strumenti hanno ancora finalità ben distinte: i gruppi sono più adatti per la collaborazione tra persone mentre le pagine fan per diffondere i messaggi di aziende e figure pubbliche e per comunicare direttamente con fan e clienti.
In America ha avuto un successo travolgente, in Italia si sta diffondendo ma non si parla ancora di Boom come è accaduto invece per Facebook. Twitter non presenta esattamente le caratteristiche di un tradizionale Social Media. Innanzitutto lo spazio a disposizione per comunicare è ridotto a 140 caratteri per messaggio (Tweet = cinguettio), il che consente di pubblicare solo brevi e frequenti aggiornamenti di stato riguardo a ciò che si sta facendo.
Quando ci si riferisce a Twitter, si usa più spesso parlare di Micro-Blogging proprio perché il concetto alla base del suo funzionamento è lo stesso dei Blog: rendere pubbliche le esperienze del privato per condividerle con amici e conoscenti, dando loro la possibilità di commentare e replicare.
Per quanto il suo funzionamento sia semplice, molti utenti tuttavia restano interdetti la prima volta che utilizzano Twitter, perché si fa fatica a coglierne la peculiarità finché non lo si comincia ad utilizzare regolarmente.
Leggendo gli aggiornamenti delle altre persone, dei marchi o delle imprese che abbiamo scelto di “seguire” (following), ci rendiamo conto che sapere costantemente cosa pensano o fanno gli altri in quel preciso momento ci regala un senso di benessere, forse perché appaga la nostra curiosità o forse perché ci fa sentire parte di una comunità, non più soli nella nostra condizione.
Ma al di là delle implicazioni sociologiche, è utile sapere che Twitter si è rivelato essere uno strumento utilissimo e funzionale per le nuove strategie di Marketing Aziendale. Avviando ricerche per argomenti tematici è possibile individuare gruppi di utenti su Twitter che sostengono conversazioni riguardanti un determinato prodotto, marchio o servizio. Questo incontro ravvicinato tra cliente e impresa, spogliato da ogni convenzione o vincolo formale, si trasforma in un’arma vincente per l’azienda, che può finalmente parlare direttamente con l’utenza, carpendone le vere opinioni e offrendo un’immagine più viva e umana dell’impresa stessa.
L’investimento richiesto da parte di un’azienda che sceglie di addentrarsi nel mondo di Twitter è veramente minimo, tanto da non richiedere neanche l’assunzione di personale specifico. Sono sufficienti infatti pochi minuti al giorno per aggiornare il profilo di Twitter con informazioni utili, originali magari anche divertenti riguardo l’azienda. Una volta instaurato un rapporto di fiducia e simpatia con i propri followers, diviene più semplice avviare un vero e proprio scambio reciproco di impressioni e aspettative, per abbattere sempre di più il divario tra il mercato ideale e il mercato reale.
All’interno di questa Guida introduttiva all’uso di Twitter, troverete tutte le informazioni e i consigli necessari per cominciare ad utilizzarlo. Vedrete che in men che non si dica inizierete anche voi a cinguettare come degli usignoli!