Post in 'Web Strategy'

novembre 4th, 2015 - Postato da Simone

IX Summit Italiano di Architettura dell’informazione: dall’ascolto alla progettazione

summit-ia

Venerdì 23 e sabato 24 ottobre eravamo a Bologna in occasione dell’IX Summit Italiano di Architettura dell’informazione, l’evento dell’anno per studenti, professionisti, aziende e tutti coloro che operano nel campo dell’architettura dell’informazione e dell’user experience design.
Due giornate tra formazione e immaginazione intorno alla parola ascolto, fondamento per la ricerca con le persone.

La giornata di venerdì l’abbiamo dedicata a 2 workshop molto interessanti:

  • “La progettazione funzionale” di Federico Badaloni
  • “Il colore e la UX” tenuto da Riccardo Falcinelli

 

Giorno 1

Progettazione Funzionale

Questo approccio (affrontato in parte durante il corso di “UX Guerrilla” a febbraio 2015 per lo UXBookClub) cerca di dare una risposta alla necessità di avere un metodo efficace per creare prodotti digitali dove l’aspetto relazione è l’oggetto della progettazione. Infatti, come sostiene Badaloni, “a seconda dell’esperienza di relazione che ho con un prodotto assegno ad esso un preciso significato mediato dall’ambiente e dal tempo”.

summit-ia-progettazione-funzionale

Si basa sull’utilizzo di 2 tipologie di funzioni:

  • Funzioni narrative per abilitare la conoscenza
  • Funzioni strutturali per abilitare la funzione

 

e permette di progettare ambienti omogenei per funzione:

  • un’unica funzione per intero sito
  • una funzione per ogni pagina
  • una funzione per ogni zona di pagina

 

Il nostro modus operandi, sviluppando prodotti digitali con metodologia agile, sposa alla perfezione questo approccio. Il tutto sempre integrato con la ricerca sugli utenti.

Il colore e la UX

Come sottolinea lo stessa presentazione del workshop “il colore viene comunemente trattato come un semplice strumento di seduzione o di abbellimento, ma in realtà si possono rintracciare alcuni parametri in ambito percettivo e culturale che possono migliorare concretamente l’esperienza di comunicazione, ancorando il colore a principi condivisi e non al gusto o alla sensibilità individuale.”
Per spiegare il concetto Falcinelli ha presentato la teoria di base del colore (additiva e sottrattiva) mostranso i 7 tipi diversi di contrasto cromatico, riprendendo concetti espressi da Albers ed Itten, ha rimarcato che il colore isolato non esiste, esiste solo in funzione di relazioni con altri colori.

1-contrasto-colori-puri
2-contrasto-chiaro-scuro

3-contrasto-caldo-freddo

4-contrasto-complementari

5-contrasto-successione

6-contrasto-qualita

7-contrasto-quantita

Per questo i colori si scelgono sempre, come minimo in coppia.
Dovendo considerare l’aspetto percettivo nella scelta cromatica, non possiamo di certo tralasciare 2 punti fondamentali:

  • l’aspetto tecnologico di fruizione sui dispositivi o media oggi in circolazionee
  • Il fattore umano, 1 persona su 10 ha problemi alla vista (daltonismo, etc…)

 

Proprio per questo lo scarto di luminosità tra sfondo e figura dovrebbe essere di almeno il 20%.
Purtroppo troppi progettisti tralasciano questi fattori mantenendo il focus esclusivamente sull’estetica percepita attraverso il loro fantastico monitor calibrato.

Un esempio proposto durante il workshop

Un esempio proposto durante il workshop

La scelta del colore dipende sempre dalla tecnologia che vogliamo usare.

Giorno 2

La giornata della conferenza ha visto protagonisti relatori di caratura internazionale con interventi di alto livello e profondità concettuale come Dan Klyn (Co-fondatore di The Understanding Group), Andrew Hinton (Information Architect presso TUG e autore del libro “Undertanding Context”) e Luciano Floridi (Director of Research at the Oxford Internet Institute).
Non da meno il talk di Luisa Carrada “Scrivere per farsi ascoltare”. Premettendo che leggere non è naturale ma è un’operazione complicata con un alto carico cognitivo, Luisa ha confermato che scrivere in rete con un linguaggio fresco e naturale ha pochissimo a che fare con l’improvvisazione e l’immediatezza del parlato e moltissimo con il rigore della costruzione e della progettazione.
Per questo ha sottolineato come sia necessario abbattere le distanze tra scrittore e lettore.
Mi vien da pensare come “lo scrivere di cose” del Verga sia lo stile adatto al web dove è necessario abbattere le distanze tra scrittore e lettore. Questo utilizzando regole come la #sintassipiana, l’#incipitforte, le #parolevivide e le #struttureparallele

Per approfondire le slide sono disponibili sul canale slideshare di Architecta.

Durante il summit è emerso come ascolto e linguaggio devono essere strumenti chiave per la progettazione con/per le persone, solo la più grande forma di collaborazione.
Se non comprendiamo i loro bisogni non potremo mai esprimerci per assecondare le loro esigenze.

Alla prossima, in attesa del X IAsummit che si svolgerà a Roma.

 

 

 

settembre 29th, 2014 - Postato da Sergio

Evoluzione Telematica al Supernova Creative Innovation Festival

SUPERNOVA

Appuntamento con l’innovazione a Brescia, il 3 e 4 ottobre per Supernova Creative Innovation Festival: il primo evento italiano (promosso e organizzato da Talent Garden Brescia) che unisce il mondo dell’imprenditoria industriale con quello delle startup con lo scopo di stimolare il dibattito sui cambiamenti in atto e creare soluzioni condivise su come affrontare le sfide future.
In programma oltre 60 eventi, suddivisi in quattro aree tematiche.

Evoluzione Telematica sarà presente nell’AREA EXHIBIT, allestita in Piazza Vittoria (sabato 4 ottobre dalle 9 alle 22) dove troveranno spazio le proposte più innovative delle imprese di “vecchi” e giovani startupper.
Potrete “toccare con mano” un’applicazione di realtà aumentata e comandarla con il Kinect, vivere un’esperienza di realtà virtuale attraverso il nuovissimo casco Oculus Rift di cui tutti parlano e vedere come un drone può essere comandato con la voce.

Tecnologie con cui misurarsi nel prossimo futuro.
Vi aspettiamo.

 

Commenta articolo

Pubblicato in: Web Strategy | Tags: |

maggio 27th, 2014 - Postato da Sergio

iBeacon: quando il commercio reale copia dall’ecommerce

iBeacon

Prendo spunto da iBeacon, ma è da tempo che le dinamiche di acquisto nei negozi fisici stanno mutando (basti pensare allo showrooming).
iBeacon è una tecnologia di comunicazione wireless a breve distanza (tipo NFC che è a cortissimo raggio) che sta facendo parlare di sè anche per quanto riguarda i pagamenti di prossimità. Una tecnologia che porta dritti al marketing di prossimità, promessa mancata al nascere del Bluetooth, e in cui Apple crede molto in quanto strategica per la sua visione di commercio in mobilità e per le attività di marketing.

Soprattutto Apple, ma non solo.
Perchè iBeacon è alla portata di tutti i vendor essendo basata sul già conosciuto Bluetooth LE (low energy), su sensori (attivi) e un’applicazione (di terze parti) installata sullo smartphone.

I vantaggi rispetto alle tecnologie correnti sono:
– un raggio più ampio dell’NFC
– un basso consumo energetico rispetto al WiFi
– una localizzazione indoor più precisa rispetto al GPS

Ma veniamo al punto.
Un commerciante che ha uno o più negozi, che può farne?

Può piazzare nel suo punto vendita uno o più sensori e deve convincere l’avventore ad installare sul cellulare la sua applicazione.
E così il suo negozio fisico, fatto di mattoni (brick and mortar), “sente” il consumatore e diventa proattivo nei suoi confronti.

Ora il negozio ha nuovi “superpoteri”:

  1. advertising di prossimità
    quando passo vicino al negozio e arrivo nel raggio di un sensore (un “faro”) questo “sveglia” l’applicazione sul telefono e mi avvisa che in quel negozio o in un suo reparto c’è una scontistica;
  2. geolocalizzazione indoor
    con la triangolazione tra più sensori può rilevare dove sono posizionato all’interno del negozio e tracciare i movimenti dell’utente per capire come si comporta davanti agli scaffali;
  3. sistema di pagamento contactless
    il mio smartphone può a sua volta diventare un punto iBeacon attivo e colloquiare con altri dispositivi. La cassa, appunto, per pagare.

ibeacon-in-store

 

L’ennesimo tassello che punta a trasformare il cellulare in un portafoglio virtuale e forse si capisce un pò meglio perché Apple abbia puntato su un sistema di riconoscimento biometrico come le impronte digitali. Anche se tutto il mondo bancario/finanziario sta puntando in modo deciso sull’NFC (anche Google con il suo Wallet).

Sembra proprio che il commercio reale tenti di copiare alcune caratteristiche del commercio elettronico.
Quando navighiamo su siti ecommerce ci sono strumenti che permettono ai negozi virtuali di interpretare il nostro comportamento (cookie, sessioni, carrelli, analytics e altri sistemi di tracking) e di capire, al di là dell’acquisto finale, come “ci siamo mossi” nel negozio online.
iBeacon permette di portare queste caratteristiche nel mondo reale, dove il negoziante potrebbe interpretare il comportamento e i gusti dell’avventore prima, durante e dopo l’acquisto finale. Addirittura potrebbe analizzare in modo statistico comportamenti e acquisti del passato come, e ben di più, nel caso della carta fedeltà.
Scenari futuristici? Problemi di privacy?
Staremo a vedere, e soprattutto vedremo se una buona promozione non vale questi “miei dati”.

Non solo nel settore del commercio.
Nella sanità la localizzazione indoor potrebbe rivelarsi la killer application; nello specifico, riuscire a capire dove sono attrezzature, pazienti e operatori, o comunque capire che tipo di movimenti fanno e se li fanno nei tempi previsti.

Nei trasporti pubblici il wallet digitale permette non solo di immagazzinare delle carte di credito o di debito, ma anche delle tessere e in particolar modo di virtualizzare gli abbonamenti delle società di trasporto comunali. Inoltre la natura di iBeacon potrebbe segnalare all’utente promozioni e stato dei mezzi di trasporto in relazione al “percorso tipico” che di solito fai per andare al lavoro.

Resta da vedere se iBeacon riuscirà ad imporsi sul mercato e se sarà facile da usare.
E in questo Apple ha una certa esperienza.

 

marzo 11th, 2014 - Postato da Sergio

Pizza Hut – Il tavolo interattivo touch per ordinare la pizza!

Pizza Hut propone questo concept per indicare come nel prossimo futuro l’ordinazione di una pizza potrebbe diventare un’esperienza molto diversa da quella che viviamo oggi.

Il concept è un tavolo da ristorante con tecnologia multi-touch che permette di personalizzare,  ordinare e pagare la pizza che si desidera con pochi semplici tocchi sullo schermo e il fido smartphone al nostro fianco.

Si potrà pagare appoggiando semplicemente lo smartphone sul tavolo grazie alla prossima tecnologia NFC e attendere l’ordinazione magari mentre staremo giocando sul tavolo che nel frattempo si sarà trasformato nel mega secondo schermo del nostro iPhone.

La nuova pizza experience è servita.

 

ottobre 14th, 2013 - Postato da Micol

INTERVISTA A MICHELE DI RITORNO DAL #SMSTRATEGIES DI MILANO

Sabato 12 ottobre si è tenuto l’evento Gt Social Media Strategies.

Nei giorni scorsi vi avevamo illustrato in un post dedicato all’evento #SMSTRATEGIES, il programma e le risposte alle 3 domande che lo staff organizzativo aveva rivolto ai relatori. Oggi abbiamo deciso di intervistare Michele, uno dei partecipanti all’incontro di sabato, nonché il nostro Seo junior.

Instagram programma SMSTRATEGIES

Ciao Michele! Spiegaci il motivo per cui hai deciso di partecipare all’evento #SMStrategies

Ciao ragazzi! Ho chiesto a Gigi di partecipare perché ho una grande passione verso i social. La voglia di imparare è molta e il #SMStrategies mi è sembrato l’occasione migliore: 8 speech tenuti dai migliori professionisti del settore, indicazioni immediatamente spendibili sui canali social dei propri clienti e dritte sul Digital Asset Management aziendale.

E come si è svolta la giornata?

E’ iniziata prestissimo: la sveglia è suonata alle 5:30, poi auto, treno e metro…ma ne è valsa la pena!
Sono arrivato all’hotel Best Western e alle 9:30, puntuali come orologi svizzeri, sono iniziate le registrazioni. Dopo aver ricevuto il programma personalizzato, mi sono diretto nella sala. Il servizio wi-fi della struttura è in linea con le tematiche dell’evento: per poter accedere alla connessione è stato sufficiente fare like sulla pagina Facebook dell’hotel. Da lì in poi hanno preso il via la presentazione di Giorgio Taverniti e gli interventi dei relatori, accompagnate da uno stream continuo di tweet, retweet, preferiti e condivisioni.

Twitter #SMSTRATEGIES

Alle 12:40 è scattata la pausa pranzo: occasione per recuperare le energie e per fare del sano networking off-line: ho avuto il piacere di pranzare col CEO di uno dei maggiori e-commerce del made in Italy e sono pure riuscito a rubare uno scatto con le relatrici Valentina Vellucci e Anna Covone.
Il pomeriggio sono ripresi gli speech e il tutto si è concluso con la tavola rotonda: domande libere che il pubblico ha potuto rivolgere al team degli expert.

Quale speech ti ha colpito di più e perché?

Tutte le relazioni sono state molto interessanti, in generale le slide che mi hanno colpito maggiormente sono quelle che riportano tool, azioni e consigli pratici. Parlo della strategia paragonata all’impulso nell’ideazione di una campagna video su Youtube di Anna Covone, della lista di tool per l’analisi Twitter che ci ha offerto Angelo Marolla (FollowerWonk, Mention, Twitter Analytics, ecc), dei consigli e delle valutazioni personali di alcuni strumenti offerti da Valentina Vellucci per un buon social crisis management (Hootsuite, Cream, Buffer), delle app che rendono possibile l’F-commerce (SoldSie), della corretta gestione degli assetti digitali e dei requisiti per i social plugin, della creazione del post Facebook perfetto.

Quali frecce hai aggiunto alla tua faretra di social media manager?

Certamente ora ho chiaro quanto sia importante un corretto DAM: al centro il sito web, una corretta gestione degli asset e la bussola ben orientata verso Google. Inoltre si è allungato l’elenco dei tool utili per capire come si sta evolvendo la presenza sui social e per verificare se le indicazioni ricevute stanno portando i frutti sperati.

Quali nuovi strumenti pensi di sperimentare?

Sicuramente darò il via ad alcune analisi sugli account Twitter dei clienti e dei relativi competitor con TweetStats: l’analisi dei giorni e degli orari di maggior pubblicazione, i retweet e le risposte sono informazioni fondamentali per questo canale. Twittare quando il target non è attivo comporta scarsa efficacia e poco engagement.
Altro buon proposito è testare i tool suggeriti da Valentina Vellucci e confrontare le sue valutazioni con le mie: in un mondo ricco di strumenti di analisi è fondamentale valutare quali siano utili e quali invece non forniscano informazioni poco attendibili.
Non credo invece di utilizzare nell’immediato le app e i plugin per l’F-commerce, ma non si sa mai…

Qual è stata la tua impressione?

L’impressione è stata senz’altro delle migliori! Senza nulla togliere alla competenza e alla professionalità, l’aspetto che più mi ha colpito è stato il clima quasi familiare. L’ambiente si è rivelato molto più socievole e amichevole di quanto mi aspettassi: niente atteggiamenti da celebrità da parte dei relatori, anzi disponibilità a socializzare e scambiare due battute anche durante le pause.

Offline Networking #SMSTRATEGIES

Grazie per aver risposto alle nostre domande, alla prossima!

Grazie a voi e un grazie anche allo staff del GT Master Club per aver organizzato questo bell’evento!

 

 

Previous Posts