Se c’è una cosa certa che si può dire sul SEO Copywriting è che crea molta confusione. Per esempio, l’idea che la maggior parte delle persone si è fatta del SEO risale a circa 10 anni fa e da allora non è più stata aggiornata.
Rispondiamo subito alla domanda posta dal titolo: si, il SEO Copywriting è ancora importante.
Ed ecco perché.
La Ricerca nei motori è ancora la piazza più ambita.
La ricerca nei motori è ancora una delle attività più diffuse in internet, la seconda attività dopo l’invio di email e così è stato per oltre un decennio. Le persone fanno milioni di ricerche tutti i mesi, persone che hanno un obiettivo preciso. In altre parole, i visitatori approdati sul vostro sito in seguito ad una ricerca sui motori saranno sicuramente i più motivati tra tutti i visitatori del vostro sito.
Se stanno cercando un prodotto o un servizio, c’è una buona probabilità che lo cerchino per comprarlo. Se stanno cercando informazioni e il tuo sito le offre, avrete buone possibilità di convertire quella visita occasionale in qualcosa di più. Quindi, il traffico portato dalle ricerche sui motori è molto importante, purché si tratti di traffico corrispondente al vostro target.
Vediamo gli elementi che costituiscono la moderna pratica di ottimizzazione dei motori di ricerca, così possiamo attrarre questi visitatori consapevoli e ben focalizzati.
Gli elementi off-line della pagina si mangiano la fetta più grande della torta SEO
Guardate il grafico sottostante (realizzato da SEOmoz):
Già a prima vista si capisce che anche se il SEO Copywriting è importante, ciò che accade off-line ha molto più peso di ciò che c’è sul vostro sito.
23.87% – La fiducia e l’autorità che il vostro dominio si costruiscono sono il maggior indicatore di successo. Come dice una delle regole SEO più importanti, se piace alle persone piace anche ai motori.
22.33% – Anche il numero di link verso una specifica pagina ha molta importanza.
20.26% – Il testo associato a link esterni verso la vostra pagina è molto importante per Google per capire di cosa parli la vostra pagina, in base a ciò che dicono gli altri, non solo voi.
In pratica:
Quello che gli altri dicono di te è più importante di ciò che tu dici di te stesso. In questo caso Google vuole sapere quali persone ti linkano e che testo usano per farlo, perché questo è l’indicatore più affidabile di cui dispone.
Quindi si! Pubblicare contenuti interessanti è sempre la regola numero uno, ma così come i contenuti grandiosi restano sconosciuti se non vengono pubblicizzati, allo stesso modo i contenuti grandiosi non posizionano il tuo sito se non chiarisci per quali parole chiave dovrebbero posizionarlo.
Ma come facciamo a far si che le persone si accorgano dei nostri contenuti ben fatti e li linkino? Qui è dove subentrano i Social Media. Blog, Twitter, Facebook sono sistemi organici di distribuzione di contenuti sponsorizzati dal pubblico e dai loro amici.
SEO copywriting significa… “ottimizzare l’ultimo miglio”
Siete a conoscenza del problema dell’ “ultimo miglio” nel settore della banda larga?
Si possono avere migliaia di chilometri di fibra ottica ad alta velocità che trasportano carichi di dati in tutto lo stato, ma se la connessione finale al domicilio del cliente è un vecchio modem 56 K il beneficio dei cavi ottici è perduto. Allo stesso modo, se fai tutto bene costruendo un sito autorevole di cui Google si fida, ma non comunichi a Google che i contenuti della pagina corrispondono a quello che le persone cercano, i benefici del traffico mirato sono perduti. Questo è ciò che un SEO copywriter fa: fa capire a Google quali sono le parole più rilevanti in quella pagina.
E se si ignorano queste regolette SEO? Certo, avrete ugualmente molto traffico anche se non targettizato, ma questo quanto vi può aiutare?
La bellezza di fondare la vostra presenza online su contenuti di qualità indirizzati a visitatori appassionati è che si ottengono buoni risultati, anche se Google “vi odia”. Ma l’ironia è che se effettivamente seguirete questa strada, Google vi amerà. Approfittane. E ‘l’ultimo miglio critico della vostra strategia di marketing a fare la grande differenza per il vostro successo.
Ora siamo arrivati al succo del discorso. Tutti amano il traffico – è stranamente coinvolgente e gratificante di per sé. Ma il traffico non paga le bollette. E’ la gente che deve agire e fare ciò che tu vuoi che facciano.
Tornando alla confusione legata all’attività di SEO Copywriting, molti pensano che una pagina web ottimizzata per i motori di ricerca sia una cosa orribile, farcita di keyword, che spaventa le persone. Questo non è assolutamente vero, almeno quando il lavoro del SEO Copywriter è ben fatto.
“Purtroppo, molti pensano che SEO Copywriting significhi cercare di ingannare i motori di ricerca. Non è così. Significa semplicemente costruire un sito che piaccia anche a loro “. (Danny Sullivan)
Un nuovo studio sui Social Media dice che è tempo per le piccole aziende di cominciare ad utilizzarli
Lo studio appena pubblicato da Business.com sull’uso commerciale dei Social Media è molto utile per gli addetti marketing che sono attivi, incerti o titubanti riguardo l’uso aziendale dei Social Media. La ricerca “2009 Business Social Media Benchmarking Study” chiarifica che anche i proprietari di piccole imprese devono prendere in considerazione molto seriamente le possibilità offerte dai mezzi di comunicazione sociale.
Lo studio è volto a valutare le attuali tendenze nell’uso dei Social Media nelle imprese del Nord America.
Basandosi su 2.948 risposte positive all’indagine online “Business Social Media Benchmarking Survey”, effettuata nei mesi di agosto e inizio settembre 2009, i risultati hanno mostrato come e dove le imprese e gli uomini d’affari stiano trovando un valore aggiunto nell’uso dei Social Media.
Lo studio è focalizzato sull’utilizzo dei social media – come le persone e le aziende li utilizzano in un contesto lavorativo odierno – e non sulla loro adozione. Tutti i partecipanti allo studio utilizzano quotidianamente nel loro lavoro i Social Media come risorsa per il reperimento di informazioni commerciali e / o lavorano per società che gestiscono, sviluppano e pianificano iniziative sui Social Media.
In sintesi da questa ricerca emergono:
Le migliori risorse dei social media da utilizzare per reperire informazioni aziendali.
Quali reparti aziendali (Marketing, Servizio clienti, prodotti o altri settori) avviano più frequentemente iniziative aziendali di Social Media marketing.
Le migliori iniziative aziendali di Social Media Marketing e come le aziende riescono a misurare il successo di tali iniziative.
Le votazioni dei migliori siti di social media per uso commerciale.
Facebook, Twitter, LinkedIn sono leader. MySpace segue ma è ancora abbastanza lontano.
Le aziende stanno utilizzando diversi parametri di riferimento per misurare il successo dei loro sforzi: traffico sul sito web, feedback dei prodotti, il target di riferimento, le entrate.
C’è un ROI misurabile per le attività dei social Media. Gli esperti del Social Media Marketing non lo vedono come una risorsa di denaro senza forma ma ci mostrano ritorni in denaro tangibili.
Chi fosse interessato a leggere l’intero documento può richiederlo direttamente a Business.com
I Social Media si stanno dunque diffondendo rapidamente e voi siete ancora in tempo a saltare a bordo.
E’ certamente il momento di unirsi a questo movimento perché vi porterà risultati facilmente accessibili e misurabili. Non è troppo tardi, ma presto lo sarà se restare in disparte e lasciate che la vostra impresa risenta della vostra scelta sbagliata.
Ancora non vi fidate?
Ecco qui 6 buoni motivi che vi diranno perché dovete iniziare oggi la vostra attività di marketing all’interno dei Social Media:
I vostri clienti li utilizzano per prendere decisioni d’acquisto. Milioni di utenti del web, sia nel commercio B2B che B2C leggono blog, guardano video e ascoltano i podcast quotidianamente e fanno sempre più affidamento sui Social Media per l’acquisizione di informazioni su aziende B2B e B2C.
Gli enti e le organizzazioni più sagaci che si occupano di fare informazione seguono un piano costruito sui Social Media. Il New York Times e il Wall Street Journal e quasi certamente il vostro giornale locale hanno fatto dei Social Media il fulcro fondamentale del loro modo di venire a conoscenza e di riportare le notizie. Se è un metodo considerato buono per la raccolta e la condivisione di informazioni per chi l’informazione la fa, lo è certamente anche per il resto di noi.
La maggior parte delle piccole e medie aziende non li sta ancora usando. Non sempre si ha la possibilità di fare la differenza rispetto alla concorrenza. Immaginate di vivere anni fa, agli albori della TV e di essere il primo concessionario di auto, il primo negozio di mobili o di condizionatori a fare la pubblicità locale durante i programmi più seguiti: avreste demolito la concorrenza! Ora avete ancora un breve lasso di tempo per cominciare in tempo utile per guadagnare un vantaggio competitivo rispetto ai vostri concorrenti. Pensateci bene.
I vostri concorrenti più brillanti già li utilizzano. Certamente voi osservate con attenzione ogni mossa dei vostri concorrenti migliori e probabilmente un’alta percentuale di loro sta già sperimentando i Social Media. Diverse organizzazioni come studi legali, interior designer, agenti immobiliari e imprese di altro genere utilizzano blog, podcast, video e altre comunità di utenti, come ad esempio Facebook, per dimostrare la loro competenza e leadership di pensiero. Non lasciate che i concorrenti più tosti vi sconfiggano grazie ai Social Media.
Potrebbe essere la strategia di marketing più azzeccata che abbiate mai intrapreso, anche dal punto di vista economico. L’investimento finanziario richiesto per la creazione di un blog, per esempio, può essere pari a zero. Il vero investimento sarà nel tempo e nella concentrazione necessari per strutturare una strategia di marketing che diffonda contenuti preziosi per i vostri clienti. Potrebbe essere necessario assumere nuove risorse, interne o esterne, specializzate nella creazione di contenuti. Ma questo sarà comunque meno costoso di una tradizionale campagna pubblicitaria.
Il vecchio modo di fare marketing è sempre meno efficace. Questo perché il comportamento degli acquirenti è cambiato e quindi non si può pretendere che la pubblicità tradizionale da sola guidi gli acquirenti verso la vostra attività, come accadeva un decennio fa. Potete invece utilizzare la pubblicità per portarli alla vostra pagina online, dove potrete dare prova ai vostri potenziali clienti di essere un fornitore affidabile, di fiducia, dimostrando la conoscenza e la comprensione dei loro problemi. Un blog aggiornato regolarmente o una serie di podcast informativi possono essere la prova per dimostrare che siete la migliore scelta nel vostro settore.
Potete ancora pensare che sia rischioso o improduttivo investire risorse nei Social Media (quali blog, video, podcast o comunità come Facebook, Twitter o LinkedIn), invece il rischio reale è quello di aspettare troppo a lungo e di rimanere indietro a mangiare la polvere.
Tre settimane fa, Facebook ha annunciato aggiornamenti significativi sulla regolamentazione di promozioni e concorsi indetti sulle pagine di Facebook, che ha avuto un impatto molto pratico per gli esperti di Social Media Marketing.
Per un approfondimento sulle nuove regole potete leggere questa analisi del regolamento, ma essenzialmente le nuove regole consistono in:
ogni addetto marketing deve ottenere un permesso esplicito da Facebook almeno 7 giorni prima di avviare qualsiasi promozione su Facebook
sono proibiti concorsi e promozioni che richiedono agli utenti di diventare fan, di interagire con il newsfeed o di fare qualsiasi cosa che non sia accedere ad un’applicazione per parteciparvi.
Questo significa che sono banditi tutti i concorsi “Diventa fan”, “Aggiorna il tuo stato”, “Carica la tua foto” e ogni altro genere di promozione che richieda di pubblicare commenti nel newsfeed.
Invece adesso le Pagine di Facebook dovranno indirizzare gli utenti verso un’apposita applicazione personalizzata per farli accedere al concorso.
Queste sono buone notizie per le aziende che realizzano applicazioni per i profili pubblici di Facebook.
Ora, le aziende e gli esperti di marketing stanno cercando di capire se queste politiche vengano applicate attivamente, considerando che negli ultimi mesi molte aziende e organizzazioni hanno sperimentato diversi tipi di concorsi per aumentare il traffico e l’interazione sulle loro pagine e che continuano a comparire promozioni che sembrano violare i regolamenti.
Ad esempio, un paio di settimane fa, un negozio Ikea in Svezia ha avviato una promozione sulla sua pagina Facebook (la pagina personale del direttore del negozio, precisamente), in cui gli utenti che taggavano per primi le foto dei mobili con i loro nomi, si appropriavano dell’ elemento taggato, come premio. Un portavoce di Facebook ha dichiarato stamattina che la promozione è effettivamente in violazione del nuovo regolamento e che da oggi non sarà più consentita.
Mentre la settimana scorsa, Gillette, uno dei più grandi marchi negli Stati Uniti, ha annunciato una promozione sulla sua pagina Facebook, dicendo: “Diventa fan oggi e potrai vincere un MVP Fusion”, annuncio che rappresenta una chiara violazione del nuovo regolamento.
Gilette sta anche reindirizzando i membri di una “scheda concorso” di Facebook verso un modulo di iscrizione su Gillette.com per partecipare al concorso, ma l’aggiornamento di stato continua ad esistere nella pagina ed è fonte di confusione per molti esperti di Social Media Marketing.
Un portavoce di Facebook ha dichiarato di non essere in grado di commentare le singole campagne di ogni marchio, al di là del caso Ikea. Tuttavia, Facebook ha condiviso questa dichiarazione circa le nuove regole:
“Gli amministratori di pagina dovrebbero leggere le linee guida prima di pubblicare concorsi sulla propria pagina. Abbiamo creato il nuovo regolamento per contribuire a garantire un’esperienza coerente su Facebook e assicurarci che i proprietari delle pagine abbiano le informazioni necessarie per decidere se ospitare o meno concorsi sul loro sito”.
Per ora, sembra che molti addetti marketing non siano ancora consapevoli del fatto che Facebook abbia aggiornato le sue regole sui concorsi e Facebook non è così aggressivo in materia di norme per concorsi come invece lo è per altre violazioni del regolamento, probabilmente perché sta ancora aiutando molti inserzionisti a capire le novità.
A causa di questo, ci aspettiamo che la confusione continui.
Consigliamo agli amministratori di pagina di attenersi alle nuove regole, quando indicono dei concorsi. Ci aspettiamo infine che molte campagne su Facebook cambieranno dopo il lancio effettivo del nuovo regolamento.
Il 20 Ottobre abbiamo assistito tutti (tutti gli iscritti di Facebook, ovviamente) ad un ulteriore redesign della home page del Social Network Facebook e ad alcune modifiche riguardanti soprattutto il tipo di notizie pubblicate nei newsfeed.
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la gestione dei gruppi: a differenza di quanto accadeva prima, ora alcune attività dei gruppi vengono pubblicate sulla bacheca degli utenti membri, rendendo così i gruppi più simili alle pagine fan.
Tempo fa ci eravamo già occupati di definire una chiara distinzione tra gruppi e pagine fan di Facebook, concludendo che per questioni di visibilità e posizionamento, le pagine fan rappresentavano la scelta giusta per aziende e marchi che volessero aumentare la propria visibilità.
Oggi è ancora così? Vediamo cos’è cambiato.
Se prima le attività dei gruppi rimanevano circoscritte al suo interno e bisognava visitare direttamente la pagina del gruppo per rimanere aggiornati sulle novità, ora alcune attività vengono pubblicate sulla bacheca dei membri del gruppo: si riceve la notifica di un’attività del gruppo solo quando l’attività è compiuta da un membro che è anche nostro amico.
Non è molto, ma è già qualcosa in più rispetto a prima, quando le attività dei gruppi erano decisamente limitate e avevano una scarsissima visibilità. Oggi la pagina di un gruppo assomiglia sempre di più alle pagine fan e ai profili degli utenti.
I gruppi da oggi infatti possono usufruire di:
una bacheca in cui vedere le attività recenti dei membri
un publisher per condividere link, foto, eventi, video o per lasciare un commento
una sezione “Info”
delle sezioni rimuovibili per le foto, le discussioni, i video, gli eventi e i link.
Essendo gruppi e pagine adesso molto più simili, è più semplice per certi versi utilizzare l’uno al posto dell’altro e viceversa. In ogni caso è bene ricordare che, al momento, ci sono ancora differenze sostanziali tra i due strumenti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di personalizzazione grafica e funzionale:
le applicazioni sono consentite nelle pagine ma non nei gruppi
nei gruppi vengono visualizzati gli amministratori mentre nelle pagine fan questi restano anonimi
nella bacheca dei gruppi non si può dividere il flusso dei commenti dei membri da quelli degli amministratori
le statistiche presenti per le pagine fan non sono disponibili per i gruppi.
Non abbiamo ancora risposto alla domanda: meglio i gruppi o le pagine fan quindi?
È lo stesso Facebook, nel suo blog, a darci la risposta, sottolineando che i due strumenti hanno ancora finalità ben distinte: i gruppi sono più adatti per la collaborazione tra persone mentre le pagine fan per diffondere i messaggi di aziende e figure pubbliche e per comunicare direttamente con fan e clienti.
Quarto capitolo di quello che sta diventando un appuntamento fisso (ne avevo parlato anche qui).
Nuovi dati e nuovi stili di presentazione, un ottimo esempio di infovis per descrivere come evolve la nostra società tra fenomeni e tendenze by “Did you know” .