novembre 26th, 2011 - Postato da Sergio
PEC: proroga al 31/12/2011
Italia.
Ne avevamo già parlato tempo fa della Posta Elettronica Certificata e potevamo mai pensare che tutti fossero riusciti a portare termine l’enorme impegno che richiede l’apertura di una casella?
Esatto, la risposta era scontata.
Già lo Statuto delle Imprese, da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dimezzava la sanzione, riducendola inoltre ad un terzo se il ritardo non superava i 30 giorni.
E visto il panico ecco l’auspicata comunicazione dal Ministero dello Sviluppo: le Camere di Commercio dovranno applicare le sanzioni ai ritardatari dal nuovo anno.
Quindi fino al 31.12.2011 niente sanzioni.
Il testo integrale:
“Comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata al registro delle imprese (art. 16, c. 6. DL 185/08) — Circolare n. 3645/C del 3/11/2011 – Indicazioni integrative.
Nell’approssimarsi del termine per procedere all’adempimento richiamato in oggetto questa Amministrazione ha provveduto, con circolare n. 3645/C del 3/11/2011, a fornire a codeste Camere alcune indicazioni operative.
Nella predetta circolare, tra l’altro, era specificato che <<il mancato rispetto del termine del 29 novembre 2011 comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 2630 del codice civile in capo al legale rappresentante dell`impresa stessa>>.
Al riguardo, si evidenzia che sono nel frattempo pervenute numerose segnalazioni, da parte dei soggetti gestori del sistema di posta elettronica certificata, circa l’impossibilita di fare fronte all’enorme mole di richieste di nuovi indirizzi di p.e.c. concentratasi nell’imminenza del termine sopra indicato, in tempi compatibili con il rispetto del termine stesso.
Si ritiene che tale situazione determini l’impossibilita di individuare, in capo ai soggetti tenuti all’adempimento in parola, l’elemento soggettivo (dolo o colpa) che, ai sensi dell’art. 3 della legge 689/81, é presupposto necessario per l’assoggettamento alla sanzione amministrativa.
Pertanto, avendo al riguardo sentita informalmente anche l’Unioncamere, si rappresenta a codeste Camere l’opportunità, in questa prima fase di applicazione della disposizione sopra richiamata e per evitare contenzioso di presumibile esito sfavorevole, di astenersi dall’applicare le sanzioni previste dall’art. 2630 del Codice Civile alle Società o ai soggetti che non abbiano provveduto a comunicare al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata, ai sensi del ripetuto art. 16, c. 6, entro il termine del 29 novembre 2011.
Finché non vi siano nuovi e diversi elementi di informazione e valutazione, desumibili anche dalla circostanza che il ritardo nell’adempimento sia più prevalente o, comunque, non sia più così diffuso da evidenziare la persistenza di oggettive difficoltà, e, comunque, ragionevolmente, almeno fino al1’inizio del nuovo anno, si suggerisce di ritenere quindi, in generale, come “corretto adempimento” anche quello tardivo effettuato entro tale data.
Si ritiene, infatti, che anche la semplice contestazione di tale ritardo, per acquisire certezza dell’esistenza di specifica giustificazione nei singoli casi, contrasti in tale transitoria e generalizzata situazione di difficoltà, con le esigenze dell’economicità e del buon andamento dell’azione amministrativa e con quella di evitare adempimenti onerosi e gravosi anche per l’Amministrazione e quasi certamente privi di alcun utile esito.”
.
Mi raccomando, la PEC è lo strumento che consente di inviare e ricevere messaggi di testo e allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. In questo modo le imprese (ma anche i normali cittadini) possono comunicare con tutti gli uffici della PA direttamente via e-mail senza dover più produrre copie di documentazione cartacea ma soprattutto senza doversi presentare personalmente agli sportelli.
Pubblicato in: Tool&Tech | Tags: leggi e norme, PEC |

4 Comments Inserisci Commento Trackback this post | Sottiscrivi i Commenti tramite RSS Feed
STEFANO | novembre 26th, 2011
purtroppo le aziende italiane non sono obbligate a sprecare il tempo, solo a creare e comunicare caselle email. La riduzione della burocrazia non passa certo per un parziale obbligo di una posta certificata (si società, no ditte individuali, no privati).
Una micro società in media, quante raccomandate fa all’anno, garantisco che la media è talmente bassa che per avere un numero diverso da zero anteposto alla virgola che separa dai decimali bisogna ragionare su più anni.
Siamo realisti la PEC a parte per gli operatori professionali quali commercialisti, avvocati ecc …., per gli altri sarà solo un costo pressochè inutile, nonchè fonte di possibili rogne se non adeguatamente presidiata.
La spesa per la PEC sarà equivalente ad estrarre dal portafoglio dieci Euro all’anno e bruciarli; certo non sono tanti ma questa azione genera un certo fastidio a chi la subisce.
Ahn in compenso in molte aree artigianali non è ancora arrivata l’ADSL.
Cordiali saluti da un imprenditore che ha attivato la PEC e anche comunicata al registro imprese, ma che nel contempo ne ha le scatole oltremodo piene di questa telematicizzazione da paese delle banane
Sergio | novembre 27th, 2011
Capisco la tua frustrazione Stefano, pensa a me che sono nella trincea dell’alfabetizzazione telematica tutti i giorni. Eppure se questa è una strada, megio che nessuna strada!
Ciao, Sergio.
Saluti anche a te, magari un giorno passa da noi che ci scambiamo le nostre storie di ordinaria sopravvivenza.
Franz | novembre 28th, 2011
La mia società e’ in liquidazione e l’ attività e’ cessata da più di un anno con regolare comunicazione di cessata attività ! Non posso chiuderla subito, ma lo faro’ a breve, eppure devo attivare la PEC!
Ma ripeto l’attivita’ e’ cessata! Mah!
admin | novembre 28th, 2011
Mi dispiace Franz, questi dettagli mi sfuggono. Posso solo consigliarti un commercialista. Sergio
Lascia un Commento
Trackback this post